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Ossa, sistema immunitario e non solo: a cosa serve la vitamina D?

Fino a qualche anno fa si parlava pochissimo di vitamina D, mentre negli ultimi anni viene citata sempre più spesso. Essenziale per il sistema immunitario e non solo, rappresenta la migliore alleata per il benessere e la salute dell’organismo.

La vitamina D viene accumulata nel fegato essendo liposolubile, venendo poi rilasciata dall’organismo in piccole dosi quando necessario. Questa è presente sotto due forme, l’ergocalciferolo, assunta tramite alimentazione, e colecalciferolo, sintetizzata dall’organismo attraverso i raggi del sole.

A cosa serve la vitamina D?

La vitamina D è un regolatore del metabolismo del calcio, utile alla calcificazione delle ossa, alla regolazione dei livelli di calcio e fosforo nel sangue, all’assorbimento degli stessi e del magnesio. Inoltre questa aiuta anche al mantenimento del trofismo cartilagineo e alla stimolazione del sistema immunitario per difendere l’organismo e contrastare più rapidamente virus e batteri. Un recente studio ha infatti evidenziato come la vitamina D funga da attivatore dei linfociti T, cellule del sistema immunitario in grado di riconoscere corpi estranei presenti nell’organismo e in grado di inattivarli rendendoli innocui.

Una carenza di vitamina D potrebbe portare rachitismo e deformazioni ossee nei bambini, osteomalacia, ovvero con ossa esternamente integre e internamente prive di contenuto minerale sufficiente. Inoltre una mancanza inciderebbe anche su debolezza dentaria e predisposizione alle carie.

Ma non finisce qui, altra stressa correlazione con la carenza di vitamina D sono frequenti dolori alle ossa, alle articolazioni e ai muscoli che possono manifestare soggetti che non hanno un valore sufficiente della stessa. Infine, anche il sistema immunitario potrebbe risultare più debole e meno reattivo nel contrastare virus e batteri.

L’eccesso di questa vitamina al contrario potrebbe portare a calcificazioni diffuse a livello dei vari organi, vomito, nausea e spasmi muscolari.

Quali alimenti contengono vitamina D?

La vitamina D è scarsamente presente negli alimenti, salvo merluzzo, salmone, fegato, uova e olio di fegato di merluzzo.

Gran parte della vitamina D infatti viene accumulata attraverso l’esposizione ai raggi solari, integrata poi in alcuni periodi come in gravidanza, allattamento, nella fase di crescita dei bambini e in caso di particolari patologie che potrebbero portare al suo abbassamento (celiachia).

Ove esposti al sole il suo assorbimento potrebbe risultarne sfavorito in caso di coperture eccessive e creme solari con protezione troppo elevata, mentre la sua dispersione potrebbe essere favorita da abuso di alcol, sostanze stupefacenti e farmaci.

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Scopriamo assieme le proprietà del tocoferolo

La vitamina E (o tocoferolo) è liposolubile e viene accumulata nel fegato per essere poi utilizzata nei momenti di necessità mediante rilascio lento e graduale, non risulta pertanto necessaria un’assunzione giornaliera attraverso l’alimentazione. Come per la vitamina A, anche questa risulta sensibile a luce e calore.

La vitamina E possiede proprietà antiossidanti in grado di contrastare la formazione di radicali liberi andando, di contro, a favorire il rinnovo cellulare; questo aspetto la rende pertanto un alleato estremamente importante per contrastare l’invecchiamento dell’organismo. Questi elementi fanno sì inoltre che sia catalogata quale strumento di prevenzione contro il cancro, in grado infatti di proteggere anche dai danni connessi all’inquinamento e al fumo.

La vitamina E inoltre riveste un ruolo chiave nella prevenzione di patologie cardiovascolari, agendo come antiaggregante per le piastrine e di conseguenza andando a ridurre emboli, placche e trombi nelle arterie. Ma non finisce qui, questa vitamina è anche un prezioso anticoagulante e favorisce l’aumento del colesterolo buono.

Tutti questi aspetti rendono evidente l’importanza della vitamina E per l’organismo. Una sua carenza, connessa a malnutrizione, potrebbe provocare problemi nella crescita e nello sviluppo, l’insorgenza di disturbi al sistema nervoso e del metabolismo.

Al contrario è raro si verifichi un eccesso di tocoferolo, ma, ove succeda, potrebbe avvenire un aumento della pressione sanguigna, ma anche problemi per chi soffre di tiroide, nonché stanchezza e disturbi digestivi.

Dove si trova la vitamina E?

Gli alimenti ricchi di tocoferolo sono principalmente frutti oleosi, semi e alcune verdure:

  • Olive
  • Arachidi
  • Mais
  • Germe di grano
  • Noci
  • Mandorle
  • Olio extravergine d’oliva
  • Olio di arachidi
  • Olio di fegato di merluzzo
  • Nocciole
  • Avocado
  • Merluzzo
  • Spinaci
  • Broccoli.
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Non solo amico della tintarella: scopriamo a cosa serve il betacarotene

Il betacarotene è un carotenoide precursore della vitamina A. Essendo liposolubile è sensibile a luce e calore, pertanto gli alimenti che lo contengono dovrebbero essere consumati tal e quali, ovvero crudi.

Una volta assunto, l’organismo lo converte in vitamina A che viene accumulata nel fegato e rilasciata in funzione delle esigenze del corpo. Rispetto ad altre vitamine quindi, come per esempio la vitamina C, l’eccesso non viene eliminato attraverso le urine, ma rimane e va a creare una sorta di riserva all’interno del fegato.

A cosa serve il betacarotene? E cosa succede in caso di carenza?

Il betacarotene è importantissimo per l’organismo trattandosi di un antiossidante e quindi in gradi di contrastare l’insorgenza di radicali liberi, principale causa dell’invecchiamento cellulare. Inoltre rappresenta la fonte principale di vitamina A, ottima alleata di vista, pelle e ossa.

Un altro fattore che contraddistingue il betacarotene è il suo essere un alleato della tintarella. O meglio, questa sostanza rende la pelle meno sensibile al sole, riducendo il rischio di scottature a chi ha la pelle particolarmente chiara, ragion per cui viene spesso inserito anche nelle creme solari e in integratori che favoriscono l’abbronzatura.

L’assunzione costante di betacarotene è particolarmente importante per i bambini e i giovani per la loro crescita.

Una carenza di betacarotene non arreca alcun danno alla salute, purché non sia associato a una mancanza di vitamina A. In questi casi si potrebbero verificare problemi della vista, maggior suscettibilità alle infezioni e processo di crescita rallentato.

Se invece si valutano i rischi connessi a un eccesso di betacarotene è bene evidenziare che in presenza di persone che non presentano condizioni particolari, non vi sono particolari controindicazioni. Al contrario se l’eccesso si verifica in soggetti fumatori, pare sia maggiore la percentuale di rischio di contrarre tumore ai polmoni.

Le donne in gravidanza o in allattamento invece non dovrebbero eccedere con la sua assunzione, causa maggiore infatti di alterazione del colore della pelle a cui, in questo particolare periodo, sono di per sé già soggette.

Quali alimenti contengono betacarotene?

Il betacarotene è contenuto principalmente in frutta e verdura, in particolare in quelle di colore giallo, arancione e rosso, ma non solo. Questo carotenoide è infatti presente in quantità importanti in:

  • Carote
  • Zucca
  • Albicocca
  • Melone
  • Mango
  • Pesche
  • Caco
  • Arancia
  • Anguria
  • Peperoni
  • Patate dolci
  • Pomodori
  • Verdure a foglia verde (spinaci, bietole, crescione, lattuga, cicoria, verza e broccoli)
  • Olio di fegato di merluzzo
  • Funghi.
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Non soltanto per contrastare l’anemia: tutti i motivi per cui il ferro è indispensabile al nostro corpo

Un minerale presente nell’organismo in quantità particolarmente elevate, rispetto agli altri, è il ferro, nonché anche uno dei più conosciuti. Tutti infatti avranno sentito parlare di ferro basso o anemia, ecco che quindi in questo articolo cercheremo di fare chiarezza sull’importanza di questo macroelemento.

Per prima cosa è bene mettere subito in evidenza un aspetto chiave connesso all’importanza del ferro, trattasi infatti uno dei componenti fondamentali dell’emoglobina, proteina che si occupa di trasportare l’ossigeno dai polmoni al resto del corpo, ma anche della mioglobina, che invece rifornisce i muscoli. Inoltre il ferro è indispensabile a molti enzimi, per la produzione di ormoni e tessuto connettivo.

Il fabbisogno giornaliero per un adulto è di circa 14 mg, sebbene lo stesso possa subire variazioni in funzione dell’età, del sesso e di altre condizioni preesistenti, quali gravidanza, allattamento o mestruazioni, fattori che evidenziano come nel complesso la donna necessiti un quantitativo maggiore di questo sale minerale.

Carenze ed eccessi di ferro

Indubbiamente la prima conseguenza connessa a una carenza di ferro nel sangue è l’anemia. Per anemia si intende una riduzione di globuli rossi nel sangue, quindi una maggior difficoltà nella distribuzione di ossigeno agli organi e tessuti.

Stanchezza, debolezza, problemi gastrointestinali, scarsa memoria e capacità di concentrazione, riduzione delle difese immunitarie e problemi di regolazione della temperatura corporea sono i principali sintomi riconducibili a questa condizione.

Se la carenza di ferro si verifica in gravidanza potrebbero manifestarsi problemi nello sviluppo del sistema nervoso del bambino, oltre ad aumentare il rischio di parti pretermine e sottopeso. Per queste ragioni, ma anche perché durante la gravidanza la quantità di sangue in circolo nel corpo è maggiore, è indispensabile incrementare la normale assunzione di ferro ricorrendo, ove necessario, anche a integrazioni.

In caso contrario, ovvero ove l’assunzione di ferro fosse eccessiva, potrebbero verificarsi problemi di stomaco, stitichezza, vomito e nausea, crampi addominali e difficoltà nell’assorbimento dello zinco. Vi è inoltre una condizione medica detta emocromatosi, che porta a un eccessivo accumulo di ferro nell’organismo, in questo caso, ove non tenuta sotto controllo la situazione, si potrebbe correre il rischio di cirrosi, cancro al fegato e malattie cardiovascolari.

Quali alimenti hanno un elevato contenuto di ferro?

Chi soffre di anemia dovrebbe prestare particolare attenzione all’alimentazione, andando a introdurre quei cibi che possono favorire un innalzamento dei livelli di ferro nell’organismo.

Tra questi quelli che più ricchi sono:

  • Fegato
  • Carne
  • Pesce
  • Legumi
  • Careali
  • Frutta secca
  • Vegetali a foglia verde scura (spinaci per esempio).

È bene tener presente però che negli alimenti di origine vegetale il quantitativo di ferro non è paragonabile a quello presente in quelli animali, o quanto meno risulta più difficile assimilarlo. Un’accortezza che potrebbe aiutare è quella di assumerli in associazione ad alimenti ricchi di vitamina C, quali ad esempio limone, arance e peperoni.

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Il sale minerale per eccellenza dell’organismo umano

Il magnesio è uno dei sali minerali presenti nell’organismo in quantità maggiori, di cui una percentuale che si aggira attorno al 65% presente nelle ossa, il 35% nei tessuti molli e la restante parte nel sangue.

Per queste ragioni il fabbisogno quotidiano è relativamente elevato e si aggira attorno ai 300 mg. La sua assunzione può avvenire sia attraverso l’alimentazione che tramite integratori nel caso in cui il fisico ne richieda quantitativi maggiori. Questi ultimi possono essere assunti anche durante periodi specifici non particolarmente lunghi, ma in concomitanza con condizioni che potrebbero richiederne un maggiore quantitativo.

Gli alimenti contengono pressoché tutti questo sale minerale, ma ne esistono alcuni che ne sono particolarmente ricchi:

  • Vegetali a foglia verde (spinaci e insalata)
  • Legumi
  • Frutta secca
  • Semi
  • Cereali integrali
  • Banane.

Più in generale gli alimenti ricchi di fibre hanno di contro anche un elevato contenuto di magnesio.

Perché il magnesio fa bene?

Il magnesio riveste un ruolo importante in molte reazioni a livello cellulare, oltre ad essere il cofattore di oltre 300 enzimi che controllano processi che vanno dalla sintesi proteica al funzionamento di muscoli e nervi, sino al controllo di glicemia e pressione sanguigna.

Inoltre il magnesio è indispensabile per:

  • Produzione di energia
  • Processi di fosforilazione ossidativa e glicolisi
  • Sviluppo strutturale delle ossa
  • Richiesto da DNA, RNA e glutatione
  • Importante antiossidante
  • Partecipa al trasporto del calcio e del potassio attraverso le membrane cellulari
  • Fondamentale per la trasmissione di impulsi nervosi, contrazioni muscolari e battito del cuore
  • Ottimo alleato per contrastare i crampi mestruali.

Un quantitativo insufficiente di magnesio che effetti ha sull’organismo?

La carenza di magnesio non è comune, sebbene chi assume farmaci o affetto da malattie che compromettono l’assorbimento delle sostanze nutritive, possono soffrirne, così come chi affetto da diarrea cronica. In questi termini pertanto soggetti celiaci, con diabete di tipo 2 e morbo di Crohn potrebbero dover prestare particolare attenzione in questi termini.

In ogni caso una carenza di magnesio, o comunque un apporto non adeguato, potrebbe provocare crampi e contrazioni muscolari, aritmie, spasmi coronarici, sbalzi d’umore e alterazioni nei livelli di potassio e calcio.

Di contro ove presente un eccesso di magnesio, lo stesso verrà eliminato direttamente dai reni oppure, in casi davvero di sovraccarico, potrebbero scatenarsi episodi di diarrea, nausea e dolori addominali.

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La vitamina liposolubile indispensabile per i nostri occhi

Per una vista perfetta o se si desidera preservare la stessa anno dopo anno, è un’importantissima alleata la vitamina A, nota anche come retinolo.

Si tratta di una vitamina liposolubile, accumulata nel fegato e che quindi non necessita una regolare assunzione attraverso l’alimentazione. Questo perché il corpo è in grado di immagazzinarla e rilasciarla in dosi ridotte quando necessario.

La vitamina A è comunque presente in una serie di cibi, in particolare di origine animale, quali:

  • Fegato
  • Latte, burro e formaggio
  • Uova.

Vi sono poi una serie di alimenti vegetali che contengono i carotenoidi, precursori della vitamina A. si tratta di ortaggi e frutti solitamente di colorito rosso, giallo e arancione.

Un aspetto però da considerare, sia per gli alimenti ricchi di vitamina A che per quelli contenenti carotenoidi, è la loro sensibilità al calore. Quest’ultimo infatti è in grado di ridurre drasticamente il contenuto di vitamina A e carotenoidi, fattore per cui sarebbe meglio consumare tali cibi crudi o con cotture molto brevi.

Perché la vitamina A è utile all’organismo?

Abbiamo già accennato all’importanza di questa vitamina per la vista. Il retinolo infatti è parte della rodopsina, una sostanza presente nella retina che rende l’occhio sensibile alla luce e, conseguentemente, rende la vista migliore.

Anche le ossa però traggono giovamento da questa vitamina, in quanto riesce a rafforzarle nel tempo, favorendo anche la crescita dei denti, aspetto particolarmente importante per i più piccoli.

Pare inoltre che la vitamina A favorisca una risposta immunitaria dell’organismo in presenza di virus e batteri, nonché di infezioni in generale e, un recente studio, ha messo in luce anche possibili azioni antitumorali.

La vitamina A inoltre è un ottimo alleato anche contro la salute dei capelli, infatti li nutre e contribuisce a ritardarne l’invecchiamento.

È bene inoltre tenere presente che il fabbisogno giornaliero di vitamina A durante l’allattamento tende ad aumentare passando da circa 0,65 mg a 0,95 mg.

Carenze ed eccessi di vitamina A

Se la presenza in quantitativi ottimali di vitamina A rende la vista migliore, è facile dedurre che una sua carenza potrebbe portare un peggioramento momentaneo o persistente della stessa fino, nei casi più gravi, provocare cecità.

Altro rischio in caso di carenza di vitamina A è connesso alla crescita e allo sviluppo dell’organismo, così come una sua complessiva debolezza predisponendolo maggiormente a infezioni.

In gravidanza invece una carenza di vitamina A potrebbe portare allo sviluppo del feto con malformazioni.

Sempre invece tornando al discorso capelli, una carenza potrebbe portare ad alterazione delle ghiandole sebacee con conseguente formazione di forfora, capelli secchi e inspessimento del cuoio capelluto. È bene tenere presente che anche un grave eccesso di vitamina A può arrecare danno all’organismo, in primis al fegato e alla milza dovuti a ipervitaminosi.

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Indispensabile per l’organismo, dalla nascita alla gravidanza

La vitamina B9, comunemente conosciuta come acido folico, viene spesso connessa alla gravidanza e alla necessità di integrazione della stessa per favorire lo sviluppo del feto, ridurre il rischio di spina bifida e altre malformazioni che potrebbero verificarsi in caso di carenza della stessa.

Ma l’importanza dell’acido folico non si limita a questo, in quanto riveste un ruolo chiave anche nella prevenzione di alcune patologie cardiovascolari.

Andando per ordine è doveroso specificare come la vitamina B9 faccia parte delle cosiddette idrosolubili, accumulabili nell’organismo ma il cui apporto deriva pressoché completamente dall’alimentazione e da eventuali integratori assunti.

A cosa serve l’acido folico?

Come anticipato, oltre che in gravidanza, la vitamina B9 riveste un ruolo importante anche in tutte le altre fasi vitali dell’essere umano. Questa infatti si occupa di sintetizzare le proteine e il DNA per la formazione del sangue, ma anche per prevenire eventuali rischi di natura cardiovascolare. La presenza di acido folico e folati nel sangue è infatti inversamente proporzionale a quella di omocisteina, quest’ultima se troppo elevata infatti espone l’organismo a un rischio maggiore di ictus e infarto. Solitamente chi presenta valori elevati di quest’ultima, ove messo a dieta, vedrà un netto abbassamento di questo valore con conseguente aumento di quello dei folati.

Altra peculiarità della vitamina B9 è data dal suo contributo alla trasmissione dei caratteri ereditari al feto, infatti essendo parte integrante del processo di costruzione del DNA, apporta tutte quelle che sono le informazioni genetiche, dal colore degli occhi a quello dei capelli, dai tratti somatici alla struttura fisica.

Dove si trova la vitamina B9?

Per prima cosa è bene fare una premessa, ovvero che l’acido folico non sopporta bene le temperature eccessive andando ad autodistruggersi, è quindi ideale che i cibi che lo contengano vengano assunti crudi o solo sbollentati, assolutamente non bolliti in quanto andrebbe a disperdersi completamente in acqua con un apporto pressoché nullo.

Andando invece ad analizzare nel concreto gli alimenti, quelli che apportano un quantitativo maggiore di acido folico sono:

  • Verdure a foglia verde, in primis insalata
  • Broccoli
  • Spinaci
  • Asparagi
  • Carciofi
  • Cavolini di Bruxelles
  • Kiwi
  • Arance
  • Limoni
  • Fegato
  • Legumi
  • Cereali integrali.

È bene inoltre tenere presente che una donna in gravidanza dovrebbe assumere quotidianamente il doppio della dose standard suggerita di acido folico, che è di circa 0,2 mg, pertanto è inevitabile ricorrere a integratori per preservare ed evitare danni permanenti al feto. 

Carenza ed eccesso di vitamina B9: cosa c’è da sapere

Dei rischi connessi alla carenza di vitamina B9 nelle donne in gravidanza abbiamo già parlato, ma per quanto riguarda gli altri soggetti cosa provoca? Anemia per via della ridotta produzione di globuli rossi, ma anche conseguenti problemi cardiovascolari. È importante tenere presente inoltre che una carenza di questa vitamina può essere connessa a un’alimentazione povera di alimenti che la contengano, ma anche all’insorgenza di alcune patologie, quali diabete mellito insulino-dipendente e celiachia, oltre all’abuso di alcool e droghe.

Per quanto concerne invece l’eccesso di questa vitamina, è bene specificare che è difficile si verifichino in quanto l’organismo è in grado di regolarsi espellendo l’eccesso attraverso le urine. Nei rari casi in cui ciò non avviene potrebbero verificarsi tremori, nervosismo ingiustificato, accelerazione dei battiti cardiaci e reazioni allergiche, oltre a rarissime problematiche renali.

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Scopriamo i motivi per cui gli Omega 6 sono tanto indispensabili al nostro organismo

Si sente spesso parlare di Omega 6, nonché della loro importanza per la salute, ma cosa sono? Perché sono tanto importanti e quali sono le principali fonti di Omega 6?

Come prima cosa serve dare una definizione, ovvero con questo termine si indicano una serie di grassi polinsaturi essenziali, tra cui il più importante è l’acido linoleico. Gli Omega 6 non potendo essere sintetizzati dall’organismo devono necessariamente essere introdotti nel corpo attraverso l’alimentazione e appositi integratori.

Ma quali sono gli alimenti che contengono una quantità maggiore di Omega 6?

  • Semi di girasole
  • Germe di grano
  • Sesamo
  • Noci
  • Arachidi
  • Mandorle
  • Semi di soia
  • Mais
  • Olio girasole
  • Olio di semi di lino
  • Olio extravergine di oliva
  • Olive
  • Legumi
  • Pesce azzurro
  • Salmone
  • Merluzzo
  • Olio di vinaccioli.

Questi sono indubbiamente i cibi che portano all’organismo il maggior apporto di Omega 6.

A cosa servono gli Omega 6?

Quando si parla di Omega 6 e dei loro benefici, si prende in esame in particolare quello che viene definito come riduzione del rischio cardiovascolare, nonché il controllo del colesterolo cattivo con aumento di quello buono. Pare inoltre che gli stessi siano validi alleati per la prevenzione contro diverse tipologie di cancro.

L’acido linoleico, così come gli Omega 3, sono alleati validi per:

  • Diminuzione della pressione arteriosa
  • Riduzione della produzione di PAI (molecola antifibrinolitica)
  • Aumento della sensibilità insulinica
  • Regolarizzare livelli di lipidi nel sangue ottimali
  • Aumento del colesterolo buono.

Tutti questi fattori contribuiscono di fatto a ridurre il rischio di sviluppare problemi cardiovascolari per l’organismo.

Di contro è però bene specificare come un eccesso di apporto di Omega 6, potrebbe aumentare l’incidenza di stati infiammatori e, conseguentemente, portare col tempo allo sviluppo di problemi cardiovascolari, ma anche sovrappeso. Questo fattore è da considerare ovviamente nel caso in cui l’eccesso sia notevolmente troppo marcato, se invece l’alimentazione è correttamente bilanciata, soprattutto con un costante apporto anche di Omega 3, il rischio non sussisterà.

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Cosa sono gli omega 3?

Si sente spesso la distinzione tra grassi buoni e cattivi, trovando tra i primi i cosiddetti omega 3. Cosa sono e dove si trovano? Quali sono i benefici che apportano all’organismo? In questo articolo cercheremo di fornire tutte le risposte inerenti appunto questi grassi buoni, nonché ottimi alleati per la salute dell’organismo.

Gli omega 3 sono grassi polinsaturi essenziali e svolgono il compito di tenere bassi i valori dei trigliceridi, contrastare artrite reumatoide, depressione, Alzheimer e altre forme di demenza, la sindrome di deficit dell’attenzione e iperattività, ma anche l’asma. Insomma, incidono in maniera incisiva sulla salute complessiva dell’organismo.

Altro aspetto estremamente importante è il contributo dato nel tenere adeguati i livelli di colesterolo del sangue, fattore che determina un ruolo chiave giocato proprio dagli omega 3 nei confronti della prevenzione di malattie cardiovascolari.

Quali sono le principali fondi di omega 3?

Gli omega 3 si trovano principalmente in quelli considerati pesci grassi, ma anche in alcune fonti vegetali. Ecco che quindi possiamo citare:

  • Acciughe
  • Aringhe
  • Merluzzo e olio di fegato di merluzzo
  • Pesce spada
  • Sgombro
  • Salmone
  • Sardine
  • Storione
  • Trota
  • Tonno
  • Noci
  • Semi di lino e relativo olio
  • Olio di soia
  • Semi di chia
  • Semi di zucca
  • Semi di girasole
  • Sesamo
  • Nocciole
  • Mandorle
  • Avocado
  • Spinaci
  • Cavolfiori e cavolini di Bruxelles
  • Biete
  • Verze.

L’assunzione quotidiana di omega 3 pare inoltre contribuisca a un rafforzamento del sistema immunitario, fattore che aiuta in generale il fisico nel ritrovare uno stato di ottimale benessere.

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I precursori della vitamina A per eccellenza

A cosa servono i carotenoidi e cosa sono? Si tratta di pigmenti vegetali di natura lipidica caratterizzati da un colorito acceso, solitamente tendente al rosso e all’arancione, che svolgono una funzione fotoprotettiva per l’organismo, andandolo a difendere di fatto dalla luce in eccesso.

Assorbiti a livello intestinale e assunti attraverso alcuni alimenti, possono svolgere anche una funzione nutrizionale grazie all’elevato apporto di antiossidanti.

Oltre a essere precursori della vitamina A, i carotenoidi sono in grado di neutralizzare i radicali liberi, uno dei nemici principali della struttura cellulare dell’organismo. Inoltre sono un ottimo alleato per il sistema immunitario in quanto la loro azione inibisce il progresso di malattie pre-cancerogene che potrebbero interessare la zona cervicale e orale.

La carenza di carotenoidi nell’organismo al contrario potrebbe portare allo sviluppo di malattie infiammatorie croniche, prima tra tutte l’artrite reumatoide. Negli ultimi anni inoltre si è notato come una loro carenza pare possa favorire tumori ai polmoni, al tratto gastrointestinale, al collo dell’utero e alla pelle.

Dove si trovano i carotenoidi?

I carotenoidi sono contenuti in alimenti di origine vegetale e solitamente quelli che ne contengono in maggiori quantità presentano un colorito arancione e rosso.

Ecco quindi che le principali fonti sono:

  • Carote
  • Zucche
  • Melone
  • Albicocche
  • Angurie
  • Pomodori
  • Peperoni.

Oltre a questi ortaggi, è possibile trovare carotenoidi, seppure in minor quantità, in alcuni vegetali a foglia verde, quali spinaci, cavoli e prezzemolo.

Per preservare questi elementi all’interno dell’organismo è inoltre necessario assumerli associati a grassi, per esempio con un goccio di olio d’oliva spremuto a freddo oppure avocado.

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