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Ciliegie: storia e benefici

Le ciliegie sono originarie dell’Asia. In Italia, e più in generale in Europa, sono giunte duemila anni fa, quando un console romano le importò di ritorno da una campagna militare in Siria. Da allora, questo gustoso frutto è diventato parte integrante della tradizione italiana. Delle ciliegie stupiscono le varietà, che differiscono per sapore, dimensioni e colore. Le proprietà nutrizionali sono però sempre le stesse. Preponderante è ovviamente l’acqua, a seguire si trovano zuccheri semplici, proteine e potassio. Le ciliegie sono indicate per una dieta ipocalorica, contengono infatti solo 38 kcal per 100 grammi.

La ciliegia è anche uno dei frutti più salutari in assoluti. Merito della presenza abbondantissima di antocianine, antiossidanti che inibiscono il deposito dei lipidi nelle arterie. Le antocianine contribuiscono inoltre a neutralizzare i radicali liberi e generano una risposta antinfiammatoria nell’organismo. Le ciliegie, infine, sono degli ottimi diuretici, depurano il fegato e aiutano a combattere la stipsi.

Le varietà delle ciliegie

Le varietà sono molto numerose e si dividono in due grandi categorie: a frutto dolce e a frutto acido. Ecco le principali varietà “dolci”:

  • Duracine. Questa varietà si caratterizza per la polpa carnosa e croccante. I colori sono tra i più vari, in natura si trovano duracine bianche e granata. Nel gergo comune vengono chiamate duroni.
  • Tenerine. Dalla polpa molle e succosa, è la varietà più diffusa in Italia e quella più apprezzata per il consumo a “crudo”. Il colore può andare dal rosso brillante al rosso scuro.

Queste, invece, le principali varietà “acide”:

  • Amarene. Dal sapore leggermente amaro e acidulo, si caratterizzano per un frutto di grandi dimensioni e per il colore rosso intenso. Vengono utilizzate nell’ambito della gelateria ma anche per realizzare succhi e confetture.
  • Visciole. Dal colore rosso brillante, si caratterizzano per una polpa dal sapore dolciastro-acidulo. Vengono impiegate soprattutto per realizzare delle squisite confetture.
  • Marasche. Varietà molto particolare che raramente viene consumata cruda. Le dimensioni sono molto ridotte, mentre il colore tende al rosso scuro. Vengono impiegate soprattutto per produrre raffinati liquori, come il maraschino.

Idee per gustarle al meglio

Le ciliegie rappresentano l’ingrediente principale di molte ricette della cucina italiana e straniera, soprattutto dolci. Per esempio, possono essere utilizzate per realizzare dei deliziosi plumcake. E’ sufficiente aggiungere ciliegie denocciolate a pezzi nell’impasto per ottenere un dolce squisito e leggero. Le ciliegie sono anche l’ingrediente principale di molte confetture. Il procedimento è simile a quello di qualsiasi confettura: denocciolate le visciole, bagnatele con succo di limone e aggiungete lo zucchero. Dopodiché lasciate macerare il composto per un paio d’ore e cuocetele a fuoco molto basso.

Delizioso è anche il più famoso dei liquori alla ciliegia: il maraschino. In questo caso, lasciate macerare i noccioli delle ciliege in abbondante alcol per almeno due mesi. Filtrate poi per almeno un paio di volte e, infine, aggiungete lo sciroppo di zucchero. Lasciate riposare il tutto per un mese circa.


Aperitivo con gusto? Sì, con le tartine con pomodorini, avocado e mozzarella

Cosa c’è di meglio di un aperitivo con gli amici per trascorrere del tempo raccontandosi le ultime novità? Per deliziare al meglio questa pausa in compagnia, oggi vi propongo le tartine con pomodorini, avocado e mozzarella: un appetizer colorato e freschissimo! Il verde dell’avocado, il bianco latte della mozzarella e il rosso fiammante dei pomodorini, cosa vi ricorda questo tris di colori? Naturalmente, sono i nostri colori, presentati per l’occasione in una ricetta capace di lasciare un ricordo piacevolissimo in bocca grazie ai suoi ingredienti freschissimi e al mix di sapori. In più, quest’aperitivo è di una semplicità disarmante e richiede pochissimo tempo di preparazione. È adatta a tutta la famiglia e risponde alle necessità alimentari sia di chi è intollerante al lattosio, sia di chi è intollerante al glutine.  

Le proprietà nutrizionali della ricetta di oggi: tanta benefici per la nostra vista.

Il pomodoro fa bene, è risaputo. Questo frutto, ricco di antiossidanti come il licopene e il betacarotene, di vitamine e minerali, è un super concentrato di sostanze benefiche, un vero alleato del nostro benessere. Il pomodoro è un toccasana anche per la salute della vista, grazie alla vitamina A, o meglio al suo precursore betacarotene. Il nostro organismo, infatti, trasforma il betacarotene in vitamina A, preziosa per le membrane cellulari e le mucose oltre che importantissimo per il buon funzionamento della retina. Allo stesso modo, l’avocado, frutto dell’omonima pianta, la Persea Americana, originaria dell’America centrale, poi diffusasi in altre aree tropicali e anche in diverse regioni calde del Mediterraneo, ha una grande carica di antiossidanti naturali, in grado di proteggere la salute dei nostri occhi.

Prendersi cura della propria vista è fondamentale. Lo sa bene il team di specialisti di Clinica Baviera. Per questo motivo, è nata la mia collaborazione con questo Istituto Oftalmico Europeo, all’avanguardia nell’utilizzo della chirurgia refrattiva per correggere difetti visivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo e nel trattamento di cataratta e presbiopia, due disturbi associati all’invecchiamento e che interessano la maggior parte della popolazione sopra i 45 anni.

Ed ecco la ricetta delle tartine con pomodorini, avocado e mozzarella:

Ingredienti

  • 400 gr di pane bianco Nutrifree Panfette
  • 120 gr di mozzarella senza lattosio
  • 100 gr di avocado
  • 90 gr di pomodorini
  • q.b. origano fresco
  • q.b. olio extravergine d’oliva
  • q.b. sale e  pepe

La preparazione delle tartine con pomodorini, avocado e mozzarella.

Tagliate il pane a fette spesse circa 1 cm. In seguito disponetele su una teglia foderata di carta da forno e fatele dorare a 190° per circa 8 minuti.

Nel frattempo, dovrete tagliare a metà l’avocado, rimuovere il seme e usando un cucchiaio, togliere la buccia. Infine, tagliatelo a fette non troppo spesse.

Tagliate la mozzarella a fette dello stesso spessore e mettetele da parte.

Pulite i pomodorini con abbondante acqua fresca, tagliateli a spicchi e lasciateli scolare fino a che non sarà pronto il pane.

Sfornate il pane e lasciatelo raffreddare mentre condite con olio, sale, pepe e origano i pomodori.

Disponete la mozzarella sopra le fette di pane quindi fate lo stesso con l’avocado e i pomodorini.

Regolate di sale e pepe, decorate a piacere e infine servite.

Buon appetito!

È il momento di assaggiare la focaccia con patate, bacon e formaggio cremoso!

Vi è mai capitato di avere fame, ma di esservi scocciati della solita pizza? Se avete risposto sì, la focaccia con patate, bacon e formaggio cremoso è la ricetta che fa per voi. Golosa, croccante e sfiziosa. Ricordatevi questi tre aggettivi, perché saranno quelli che vi aiuteranno a poter descrivere al meglio questa pietanza. Per prepararla ci metterete davvero poco tempo e riuscirete ad accontentare sia gli adulti che i bambini!

Quella della focaccia con patate, bacon e formaggio cremoso è una ricetta da proporre alle feste con la certezza che tutti ne andranno matti! È perfetta per tutte le stagioni e può essere servita tiepida in estate o bella calda in inverno. È l’ideale anche per un picnic all’aperto, in quanto vi garantirà di avere in una sola fetta un piatto completo. Ve lo assicuro: vi conquisterà con il suo mix di sapori unici e inimitabili!

Un pasto versatile, uno snack super-invitante

La focaccia con patate, bacon e formaggio cremoso può essere preparata la sera prima e, dopo averla riscaldata, potrà tornare fragrante come appena sfornata. Di certo non è un alimento dietetico, ma uno strappo alla regola ogni tanto ci sta e, tra l’altro, dobbiamo dire che potrà offrici un’invidiabile dose di energia. Tutto parte dal “cuscino di pane”, ricco di carboidrati e di gusto, che può accogliere perfettamente il sapore del formaggio cremoso senza lattosio.

focaccia con pancetta

Le patate e il bacon croccante si presentano come un’accoppiata vincente, sia da un punto di vista del sapore che per quanto riguarda il valore nutrizionale. Infatti, renderanno il vostro pasto decisamente saziante. La focaccia con patate, bacon e formaggio cremoso può perciò garantire una gran soddisfazione al palato, e basterà anche solamente un pezzo per portare a termine la giornata con lo sprint giusto, senza arrivare affamati al pasto successivo!

Ecco cos’altro dovreste sapere prima di gustare la focaccia con patate, bacon e formaggio cremoso…

A livello nutrizionale dobbiamo certamente segnalare le patate che, pur se spesso vengono date per scontate, sono ricche di vitamina C, sono un aiuto contro l’ipertensione (grazie al loro notevole apporto di potassio) e, infine, sono composte da carboidrati complessi, e quindi indicate per chi soffre di diabete. L’organismo assorbirà questi carboidrati in maniera graduale, favorendo un miglior controllo della glicemia. La focaccia con patate, bacon e formaggio cremoso propone questo e molto altro.

Insomma, abbiamo a che fare con una ricetta da non sottovalutare, che di certo non potrà deludervi, anche grazie alla presenza del parmigiano. Tuttavia, non dimenticate di scegliere con cura gli ingredienti, prediligendo sempre la qualità! Per quanto riguarda la base della focaccia con patate, bacon e formaggio cremoso, ho scelto quella del marchio Exquisa: golosa e priva di grassi idrogenati. (La differenza si sente eccome!)

Ingredienti   

  • 2 basi per focaccia Exquisa
  • 2 confezioni di formaggio cremoso Exquisa
  • 4 patate medie
  • 150 gr. di bacon a fette
  • 30 gr. di parmigiano reggiano 36 mesi
  • sale e pepe q.b.
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva

Preparazione

  • Preriscaldate il forno a 190° C utilizzando l’impostazione forno ventilato, oppure a 200° C con l’impostazione forno statico. Intanto, srotolate la pasta e lasciatela riposare per almeno 15 minuti.
  • Mettete l’impasto nella teglia e, con l’aiuto di una forchetta, praticate dei fori su tutta la superficie.
  • Lavate le patate e fatele lessare con la buccia in acqua bollente, per circa 15 minuti. Sbucciatele e fatele raffreddare prima di tagliarle a dadini.
  • Stendete la pasta sulla carta forno. Spalmate il formaggio cremoso sulla base. Distribuite le patate sulla superficie, salate, pepate e irrorate con due cucchiai di olio.
  • Infornate 180 gradi per circa 15 minuti; quindi togliete dal forno e aggiungete la pancetta tagliata a strisce sottili e una generosa spolverata di parmigiano reggiano. Infornate nuovamente e terminare la cottura per altri 5 minuti.
  • Sfornate e, dopo averla tagliata, servite la vostra focaccia.

Semplicissime da preparare, le Bruschette al tonno con carotine e pomodorini

Oggi vi stupirò con un piatto veloce da realizzare, che non rinuncia però al gusto! Le Bruschette al tonno con carotine e pomodorini sono l’ideale per chi ha poco tempo a disposizione, ma desidera comunque nutrirsi con alimenti sani e genuini. Pensata per chi soffre di intolleranze alimentari e per i celiaci che mi leggono, è un abbinamento davvero unico, molto saporito. Leggero, questo piatto è perfetto anche per chi deve seguire dei regimi alimentari ipocalorici. Vediamo, ora, insieme alcune caratteristiche degli ingredienti protagonisti della ricetta di oggi.

Tonno, un tuffo nella salute grazie

Il tonno è un pesce incredibile! Fa parte ormai da anni della nostra alimentazione quotidiana ma spesso non ci soffermiamo a pensare agli innumerevoli benefici che esso apporta alla nostra salute. Crudo o cotto, in estrema sintesi, il tonno è un’ottima fonte di acidi grassi polinsaturi del tipo omega 3, che aiutano a contrastare problematiche cardiovascolari. Inoltre, questo pesce contiene importanti minerali, quali potassio e selenio, ed è fonte importante di proteine. Il suo consumo è indicato anche per chi soffre di diabete, poiché è dotato di un indice glicemico pari allo zero. Nelle mie Bruschette al tonno con carotine e pomodorini è utilizzato fresco e in fettine; leggendo la preparazione capirete perché.

Carotine e pomodorini: due ingredienti importanti e molto salutari

Carote ovvero tanta vitamina C e beta-carotene! Il che significa, infatti, che le carote sono ricche di antiossidanti, sostanze che contrastano i radicali liberi e l’invecchiamento. Se soffrite di diarrea, considerate di inserirle nella vostra alimentazione. Di fatti, contengono tante vitamine e la pectina, che agisce sul buon funzionamento dell’intestino. Non solo, questi ortaggi spiccano tra gli alimenti benefici per la vista per via della loro ricchezza di vitamina A. Tanta vitamina A e tanta salute anche nei pomodori! Infatti, come abbiamo anticipato poco fa, la vitamina A è preziosa per le membrane cellulari e le mucose oltre che importantissimo per il buon funzionamento della retina. Questo frutto dal colore rosso, ricco di acqua, di antiossidanti come il licopene e il betacarotene, di vitamine (oltre alla A, B1, B2, B3, C) e minerali (sodio, potassio, ferro, calcio e fosforo), è davvero un super concentrato di sostanze benefiche, un vero alleato del nostro benessere. E il bello è che carote e pomodorini s’incontrano perfettamente nelle Bruschette al tonno con carotine e pomodorini, provare per credere!

Ed ecco la ricetta delle Bruschette al tonno con carotine e pomodorini

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 gr di fettine di tonno fresco
  • 8 fette di pane casereccio “Gluten free”
  • 5 carote
  • 16 pomodorini datterini tagliati a piccoli pezzi
  • 1 cipolla bianca
  • 2 cucchiaini di origano secco o un rametto di origano fresco;
  • 4 cucchiai di succo di limone
  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • q.b. di sale e pepe nero

Preparazione

Per preparare le Bruschette al tonno con carotine e pomodorini, per prima cosa occorre far appassire la cipolla tritata finemente in una padella antiaderente con l’olio extra vergine di oliva caldo.

Poi, unite le carote mondate e tagliate a piccoli dadini e cuocete, mescolando e regolando di sale, per circa 5 minuti.

Togliete quindi le carotine dalla padella e nel loro fondo di cottura mettete a cuocere le fettine di tonno spezzettate grossolanamente.

Cuocete per 5 minuti, rigirando a metà cottura e regolando di sale e pepe.

Mettete a tostare nel frattempo le fette di pane casereccio.

Condite il tonno con il succo di limone, poi tagliate in due le fette di pane e impiattate ricoprendo le fette di pane tostato con il tonno, le carotine messe da parte e i pomodori datterini tagliati a piccoli pezzi.

Infine, spolverizzate con l’origano secco o guarnendo le fette con l’origano fresco.

Buon appetito!

Spaghetti con speck e fiocchi di latte: un tocco speciale per un piatto goloso

Gli spaghetti con speck e fiocchi di latte sono un piatto che non può che piacere a chiunque; l’ideale per un pranzo domenicale in famiglia! È adatto a tutti, anche a chi è intollerante al lattosio ma non vuole rinunciare ad un pasto goloso, con un tocco di montagna dato dallo speck.

Ho deciso di aggiungere a questa ricetta qualcosa di decisamente in contrasto con gli ingredienti principali. Vi confesso una cosa: l’ho provato per gioco all’inizio, ma una volta assaggiato ho capito di aver indovinato l’ingrediente segreto. Siete curiosi? Sono i capperi tostati e tritati!

Usate questo piccolo accorgimento per dar maggior sapore, anche al posto del sale e pepe se l’idea vi piace. So che siete scettici, ma fidatevi di me!

spaghetti speck fiocchi latte

Un piatto goloso per gli intolleranti al lattosio!

Capperi, speck e fiocchi di latte senza lattosio, che strano abbinamento! Eppure funziona alla grande!

Lo sapevate che i capperi si classificano in base alla loro dimensione? Quelli piccoli sono i più saporiti e per questo anche i più pregiati. Sono un alimento diffuso specialmente nelle regioni del Mediterraneo, ed è raccolto a mano perché la parte commestibile è contenuta all’interno del bocciolo del fiore, che è splendido!

Il gusto dei capperi sembra fatto apposta per esaltare i prodotti Exquisa. È marca dalla linea davvero completa, mi ci affido per tantissime ricette perché per molti prodotti c’è sia la versione senza lattosio che quella classica. Questo vale per i fiocchi di latte senza lattosio, preparati con ingredienti genuini. Sono indicati per gli intolleranti perché contengono meno di 0,1 gr. di lattosio per 100gr., questo fa sì che sia un prodotto altamente digeribile, oltre che gustoso e leggero.

Ingredienti

  • 320 gr. di spaghetti quadrati integrali
  • 160 gr. di speck
  • 300 gr. di fiocchi di latte Senza Lattosio Exquisa
  • 1 scalogno
  • 20 gr. di capperi
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • q.b. sale e pepe

Preparazione

Tritate i capperi e fateli seccare in forno a 120° per 20-30 minuti. Sbucciate e affettate finemente lo scalogno e tagliate lo speck a listarelle, soffriggeteli in un padella con poco olio.

Pepate a piacere.

Nel frattempo lessate la pasta in abbondante acqua salata e quando sarà al dente scolatela. Un suggerimento: tenete sempre da pare un mestolo d’acqua di cottura. Può sempre tornare utile!

Fate saltare gli spaghetti nella padella in cui avete fatto rosolare lo speck e lo scalogno, in modo che il tutto si insaporisca. Spadellate amalgamando bene e, se necessario, aggiungete un po’ d’acqua di cottura.

Servite aggiungendo i fiocchi di latte e insaporite coni capperi tostati.

Buon appetito!

La fibromialgia è una malattia subdola e invisibile che colpisce soprattutto le donne. Esiste un nesso con celiachia e alimentazione?

La fibromialgia cronica e reumatica è una problematica che provoca dolore muscolare e alle ossa, anche contemporaneamente, e colpisce in particolare gambe, schiena e legamenti delle braccia. Nonostante possa essere facilmente confusa con semplici dolori di origine muscolare, la natura di questa malattia è ben più diffusa e soprattutto può portare effetti invalidanti causati appunto dal dolore cronico e da punti di pressione particolarmente fastidiosi.

Oltre però ai dolori muscolari e alle ossa, la fibromialgia può portare:

  • Affaticamento
  • Mal di testa e dolore al viso
  • Disturbi del sonno
  • Sbalzi d’umore
  • Colon irritabile e disturbi gastrointestinali
  • Rigidità
  • Acufeni, ovvero spasmi a livello del timpano che causano fischi o vibrazioni
  • Formicolii
  • Disturbi urinari
  • Dismenorrea
  • Alterazione del senso dell’equilibrio
  • Tachicardia
  • Difficoltà nella concentrazione
  • Alterazioni della temperatura corporea.

La causa di questa malattia sta in un’alterazione a livello dei neurotrasmettitori che portano ad un’errata interpretazione degli stimoli dolorosi. Per la diagnosi viene effettuato prima un esame fisico completo del paziente, una successiva valutazione manuale dei tender points (ovvero dei punti particolarmente dolenti) e infine viene analizzata la storia clinica.

La fibromialgia si stima colpisca, solo in Italia, ben due milioni di persone, di cui il 90% di sesso femminile, in particolare giovani donne.

Fibromialgia, celiachia e intolleranze alimentari: esiste un collegamento?

Le ricerche degli ultimi anni hanno evidenziato come potrebbe esistere un nesso tra la fibromialgia e alcune patologie, quali celiachia ed intolleranze alimentari. In particolare si è notato come pazienti affette da questa malattia cronica, una volta ridotto o eliminato per un certo periodo il consumo di alimenti contenenti glutine, abbiano notato un miglioramento della loro condizione.

A questo fenomeno esiste però una spiegazione scientifica, in quanto le gliadine contenute nel glutine possono facilmente innescare situazioni infiammatorie, così come le proteine presenti nel latte vaccino. Di conseguenza un soggetto celiaco affetto da fibromialgia, grazie alla dieta a cui lo stesso è costretto, riuscirà a gestire meglio questa condizione, rispetto a uno che segue un’alimentazione completa di tutti i nutrienti, glutine compreso.

Pare inoltre che una corretta alimentazione, bilanciata, ricca di nutrienti, possa migliorare notevolmente le condizioni dei pazienti. Consumo di frutta e verdura, alimenti naturali e freschi, pare aiutino a contrastare la fibromialgia. Anche un eccesso di zuccheri potrebbe portare a un’evoluzione in negativo della fibromialgia, in quanto entrando direttamente nel sangue, ove le quantità risultino ingenti, provocherà un innalzamento dei livelli infiammatori.

In conclusione si può affermare che facendo attenzione all’alimentazione è possibile contrastare o comunque limitare gli effetti della fibromialgia sull’organismo.

Sempre più spesso si parla di accumulo di metalli all’interno dell’organismo, primo tra tutti il nichel, ma come si può aiutare l’organismo per favorirne l’eliminazione?

Nichel, cadmio, arsenico, mercurio, cromo, alluminio, cobalto e piombo sono solo alcuni dei metalli che spesso vengono assorbiti dal corpo umano e che, con il passare del tempo, possono portare allo sviluppo di patologie da accumulo, quali ad esempio l’intolleranza al nichel.

Esistono però alcuni alleati che Madre Natura ci mette a disposizione per contrastare il rischio di carico eccessivo dell’organismo da parte di questi metalli pesanti, per i quali un consumo periodico funge da aiuto nella depurazione dell’organismo da queste tossine nocive.

Alga clorella

L’alga clorella, che in natura si trova nelle acque dolci, è acquistabile in erboristeria e può essere assunta come integratore in capsule per favorire l’eliminazione di metalli pesanti e scorie presenti nel corpo. Questa alga è anche in grado di diminuire gli effetti infiammatori e allergici dovuti agli stessi.

Zeolite

Minerale di origine vulcanica dalla consistenza porosa, in grado di attirare a sé metalli pesanti e scorie, per la conseguente eliminazione dall’organismo. Viene impiegata nei depuratori casalinghi ionizzatori e alcalinizzatori appunto per questa funzione. Dettaglio importante opera all’interno dell’intestino senza però venire assorbita dallo stesso.

Curcuma

Spezia che trova largo impiego in cucina, in particolare in quella indiana ed etnica. Oltre alle capacità depurative (che possono amplificarsi ove consumata unitamente allo zenzero), è nota per le sue proprietà antinfiammatorie, anticancro e antisettiche.

Infine la curcuma rappresenta un vero e proprio toccasana anche per il buon funzionamento del fegato.

Coriandolo

Definito anche prezzemolo orientale o prezzemolo cinese, è particolarmente adatto all’eliminazione del mercurio presente all’interno dell’organismo. Questo metallo è particolarmente pericoloso in quanto in dosi ingenti, è in grado di modificare e alterare il DNA, con tutte le conseguenze che questo fattore può portare. Risulta inoltre particolarmente efficace anche contro piombo, alluminio e cadmio, associato inoltre all’alga clorella oltre all’eliminazione delle scorie ne inibisce la riformazione.

Acqua e limone

Bere a digiuno al mattino un bicchiere di acqua e limone non solo aiuta a risvegliare l’organismo, ma anche a favorire l’eliminazione di tutte quelle che possono considerarsi tossine dannose, agevolando anche la dispersione dei metalli pesanti accumulati.

L’ideale sarebbe consumare il succo di mezzo limone con l’acqua tiepida. Questo “rimedio della nonna” aiuta inoltre anche il rafforzamento del sistema immunitario.

Aglio

Per molti è solo un alimento in grado di alterare l’alito di chi lo consuma, ma in realtà l’aglio ha tantissime proprietà benefiche e in grado di ossidare alcuni metalli. L’elevata percentuale di zolfo in esso contenuta, favorisce l’ossidazione di piombo e cadmio, rendendoli solubili in acqua favorendone l’eliminazione. Rappresenta inoltre un valido alleato per evitare che mercurio e selenio bioattivo si accumulino nell’organismo.

Bentonite

Argilla in grado di attirare a sé i metalli pesanti e favorirne la conseguente eliminazione. Questo elemento inoltre risulta molto efficace anche nell’eliminazione di virus, purificatore del colon e alleato per una miglior digestione.

Psyllium

Utile per combattere la stitichezza, aiuta ad espellere scorie e tossine dall’organismo, il cui accumulo è spesso dovuto ad un malfunzionamento dell’intestino.

Consumare olio EVO

L’olio evo spremuto a freddo consumato regolarmente (circa 3 cucchiaini al giorno a crudo impiegati per il condimento di altri cibi), favorisce la depurazione dell’organismo oltre a garantire un’ottima azione antiossidante.

Frutta e verdura biologica e proveniente da differenti distributori

Il consumo di frutta e verdura il più possibile biologica, ma soprattutto acquistandola da differenti distributori, in modo tale da contrastare l’accumulo di sostanze che possono variare in base al luogo d’origine.


Il progetto Cross-Food, tutto italiano, nasce dall’esigenza di raccogliere prodotti specifici per la salute ed il benessere con lo sguardo rivolto ai disagi del tratto gastro intestinale. Difficoltà di digestione, gonfiore addominale, malattie autoimmuni, infiammazione, dolori muscolari, fibromialgia o disbiosi intestinale, sono patologie che possono essere alleviate con una giusta alimentazione.

Senza la pretesa di poter sostituire dei prodotti alimentari a dei farmaci, i fondatori di Cross-Food, Giordana Proto e Dario Angiolucci, si sono posti l’obbiettivo di curare leggerezza e gusto per una linea di cibi “free from”.

Un progetto nato dall’esperienza personale

Uno dei fondatori, Giordana Proto, ha vissuto sulla propria pelle i disagi derivanti da invalidanti sintomatologie a carico del colon e dell’intestino. Fin dalla più tenera età, infatti, ha vissuto una sindrome piuttosto dolorosa nota come SIBO (sovra crescita batterica del piccolo intestino), leaku gut (ossia la permeabilità intestinale con alterazione dei parametri ematochimici) e la tiroide di Hashimoto.

In presenza di disturbi così importanti, trovare degli alimenti corretti che non le causassero peggioramenti era piuttosto difficile e solamente l’apporto di specialisti nutrizionisti poté aiutarla. Da questa esperienza personale deriva l’esigenza alla base di Cross-Food, ossia una linea di prodotti pensati per quanti necessitano di diete specifiche o intendono godere dei benefici concreti di un’alimentazione adeguata.

Cross-Food e prodotti free from e shelf-life

La Cross-food offre linee free form e shelf-life, ma che vuol dire? Sostanzialmente questi prodotti hanno una lunga vita senza l’ausilio di conservanti chimici questo grazie alla lavorazione in atmosfera protetta e materie prime con caratteristiche antinfiammatorie. La Cross-Food produce alimenti dedicati senza glutine, senza lattosio e pensati a tutte le patologie da alterata permeabilità intestinale.

Una sezione interessante della Cross-Food riguarda tisane e mieli dalle proprietà benefiche eccezionali e persino curative, depurative, riequilibranti, anti-dolorifiche e regolarizzanti (come quelle anti-colesterolo).

I prodotti Cross-Food, pensati in risposta a diverse esigenze e patologie, coprono davvero tutti i gusti e tutte le necessità. Sapore e salubrità sono alla base anche degli snack da merenda come, per esempio, le chips di patata americana o di barbabietola o i muffin al cocco o alla nocciola.

E’ importante sottolineare che, pur essendo le intolleranze ed i disturbi alimentari diffusissimi, la Cross-Food è al momento unica in tutta l’Europa a dedicarsi in maniera specifica a dei cibi affiancabili alle cure prescritte dal medico.

Purtroppo spesso si fa confusione in merito all’impiego promiscuo di pentole, piatti e posate per alimenti con e senza glutine, senza contare credenze infondate e nate dal passa parola in merito all’argomento. Facciamo chiarezza.

Uno dei più grossi problemi legati alla gestione pratica della celiachia è quello di evitare contaminazioni, ovvero la cosiddetta cross contamination. Con questo termine si intende la contaminazione di un alimento o di una superficie di lavoro con cibi ritenuti dannosi, in questo caso quando si parla di celiachia con il glutine.

La cross contamination può avvenire per contatto accidentale con piani di lavoro e stoviglie sporche, ma anche per manipolazione con mani sporche di glutine. Per questa ragione è indispensabile prestare le dovute cautele del caso quando si preparano alimenti destinati a soggetti celiaci. Questo però non significa divenire maniaci, infatti, sebbene esistano ancora credenze popolari che affermino il contrario, l’Associazione Italiana Celiachia (AIC) ha spiegato in una serie di comunicati come non sia necessario utilizzare batterie di pentole e piatti appositi, bensì sia sufficiente una corretta pulizia delle stesse.

Non servono piatti, pentole, posate e spugne differenziate per i celiaci

È importante essere attenti, ma non trasformare la celiachia in una limitazione o un complesso invalidante. Non servono infatti piatti, pentole, posate o spugne differenziate infatti se lavati a mano o in lavastoviglie con un qualsiasi detergente dedicato, non esiste alcun rischio di cross contamination. Il glutine non è infatti resistente ai detergenti, pertanto è sufficiente un normalissimo lavaggio, manuale o in lavastoviglie, per eliminarne ogni residuo, sia che si tratti di superfici in rame, alluminio, antiaderente, in ceramica o in vetro.

Di recente è stato inoltre confermato che anche per il legno l’utilizzo promiscuo è consentito. Stoviglie, taglieri e le superfici fatte con questo materiale, una volta pulite, risulteranno esenti da qualunque traccia di glutine, pertanto tranquillamente utilizzabili.

Altra credenza comune è relativa alle spugne e alla loro porosità. Sebbene il costo di una spugna da cucina sia irrisorio, è inutile utilizzarne differenti a seconda che il piatto o la pentola da lavare siano state a contatto con alimenti contenenti glutine.

Forno ad uso promiscuo e celiachia

Anche il forno rappresenta un fattore di discordia talvolta in merito al discorso gluten free. Il forno di casa è utilizzabile sia per cuocere alimenti con che senza glutine, anche in contemporanea, prestando però attenzione ad alcune accortezze, in particolare nella manipolazione delle teglie.

L’ideale sarebbe, in caso di cottura contemporanea, lasciare gli alimenti senza glutine nella parte alta del forno, e quelli con in basso. Inutile pertanto l’acquisto di un secondo forno o fornetto elettrico, in quanto si seguirebbero restrizioni eccessive e non necessarie.

La risposta a questo quesito è no, la carne è senza glutine. Molti infatti temono che gli animali consumando cereali contenenti glutine, ne contengano tracce anche nella loro carne.

Il dubbio sulla presenza di glutine nella carne animale è uno dei più gettonati sul web, con teoria talvolta pressoché fantasiose e nate da qualche strana credenza. Sebbene infatti gli animali si nutrano di cereali contenenti glutine, la proteina non rimane all’interno delle carni dell’animale, pertanto impossibile che crei alcun disturbo al soggetto celiaco.

La carne, che sia bianca, rossa o nera, è sempre concessa nell’alimentazione di chi deve evitare il glutine, unica accortezza da seguire sta nella preparazione e nella cottura della stessa. Lasciando da parte le idee nate dalla fervida immaginazione di alcune persone, il consumo di carne rappresenta un apporto considerevole di proteine animali. La carne fresca non dà alcun problema, più attenzione deve essere prestata in presenza di semilavorati, quali salsicce, hamburger, polpettoni e arrosti ripieni, che potrebbero talvolta risultare miscelati con farine e altri ingredienti. Stesso discorso per polpette e prodotti che richiedono panatura dove ovviamente, per risultare idonei, la stessa deve essere gluten free.

Gli insaccati devono riportare la dicitura “senza glutine” per risultare adatti al consumo da parte di una persona celiaca, dettaglio che ormai è presente quasi su tutti i prodotti delle principali marche in commercio.

Per quanto concerne cosce di pollo, bistecche e tagli qualsiasi, sebbene possano essere lavorati in aree ove presente glutine (cosa ormai assai rara), a scanso di equivoci, potranno essere tranquillamente sciacquati sotto l’acqua corrente.

Tipologie di carne e intolleranze

La carne può essere suddivisa in tre categorie:

  • Carni bianche, ovvero pollo, tacchino, gallina, gallo, galletto, capretto, coniglio, vitello, agnello e cappone
  • Carni rosse, ovvero manzo, cavallo, pecora, capra, bufalo e maiale
  • Carni nere, ovvero cinghiale, camoscio, cervo, capriolo, lepre, fagiano, pernice, quaglia, beccaccia, anatra, oca, faraona e piccione

Per i soggetti affetti da celiachia abbiamo già appurato che la carne può essere consumata, facendo attenzione a semilavorati ed insaccati. Per gli intolleranti al lattosio vale la medesima regola di chi deve consumare alimenti gluten free.

La situazione risulta invece differente per chi affetto da intolleranza al nichel, che dovrà evitare il fegato di qualsiasi animale, nonché prestare attenzione alla cottura della stessa e ai materiali impiegati per la preparazione.

Chi invece soffre di intolleranza all’istamina dovrà invece rinunciare a carni lavorate, insaccati, affettati e carne essiccata.

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