Riprendere l’attività fisica dopo il Coronavirus: ecco il vademecum

FMSI e CONI hanno dato alcuni suggerimenti per la ripresa dell’attività motoria post-emergenza

Finalmente la fase 1 legata all’emergenza COVID-19 è stata superata, un periodo lungo durante il quale oltre alla vita sociale, al lavoro e alla scuola, abbiamo dovuto rinunciare alle consuete attività motorie alle quali eravamo abituati.

Un lungo periodo che ci ha tenuti lontani da passeggiate, jogging, bicicletta, palestra, piscina e qualsiasi altro sport individuale e di gruppo.

Da qualche settimana fortunatamente la situazione sembra essere migliorata, le restrizioni sono state allentate e finalmente abbiamo potuto ricominciare a praticare le attività che più ci piacciono, seppur con alcune limitazioni. Indubbiamente il nostro corpo trarrà beneficio dalla ripresa, il metabolismo riprenderà a funzionare normalmente, ma non è detto che le prestazioni siano le medesime di qualche mese fa visto il lungo stop al quale siamo stati costretti.

La Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) e la federazione medica del CONI hanno fornito alcune indicazioni per aiutare sportivi agonistici e amatoriali per riprendere la propria attività sportiva in sicurezza e soprattutto senza andare a danneggiare il proprio corpo.

I suggerimenti di FMSI e CONI

Le due federazioni hanno redatto un documento con alcune raccomandazioni per la ripresa dell’attività motoria post COVID-19. L’inattività alla quale infatti siamo stati costretti ha indubbiamente comportato una perdita parziale o totale degli adattamenti fisiologici all’esercizio fisico, dettata anche dalla maggior sedentarietà connessa appunto al periodo di interruzione totale di ogni attività considerata non necessaria.

Per la ripresa pertanto i suggerimenti forniti includono:

  • Lo svolgimento di sessioni di esercizio fisico in termini di frequenza, volume e modalità che rispettino una ripresa graduale variabile in funzione delle condizioni fisiche della singola persona, senza strafare o pensare di ripartire subito con i ritmi precedenti il lock down
  • Spingere sin dall’inizio il proprio corpo al limite potrebbe risultare controproducente, esporre a un rischio di affaticamento precoce e conseguenti infortuni connessi anche all’alterazione della funzione muscolare degli scorsi mesi
  • Valutare anche i tempi di recupero perché siano graduali così come l’intensità dell’attività motoria
  • L’intensità del lavoro deve tener conto delle singole condizioni fisiche della persona, andando a calibrarla in maniera tale da mantenere una frequenza cardiaca al 60-70% della massima frequenza cardiaca teorica
  • Associare attività aerobiche di moderata intensità in combinazione con esercizi pensati per il rafforzamento muscolare e la flessibilità
  • Studiare programmi di allenamento in funzione della modalità con cui gli stessi verranno eseguiti, ovvero se indoor o outdoor
  • Il carico totale dovrebbe aumentare progressivamente ogni 4/6 settimane, tenendo sempre conto della condizione fisica
  • Dopo un periodo di 4/6 settimane si potrebbero introdurre alcuni blocchi di attività più intensa un paio di volte a settimana
  • Restano inoltre valide tutte le norme imposte dal Ministero della Sanità in merito al distanziamento da altre persone durante lo svolgimento dell’attività fisica, evitare di toccarsi naso, occhi e bocca con le mani non lavate, tossire o starnutire nell’incavo del gomito e indossare la mascherina appena terminata l’attività motoria.

Ovviamente queste sono linee guida generiche, ognuno dovrà poi calibrare la propria attività in funzione del proprio stato di salute fisica e mentale, senza strafare e prendendosi i propri tempi per tornare a stare bene.

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