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Intolleranze primarie e secondarie: qualche informazione da non perdere

Intolleranze alimentari: scopriamo quelle primarie e quelle secondarie

Fare chiarezza nell’ambito delle intolleranze alimentari è molto importante. Serve infatti a evitare errori che possono arrivare non certo a compromettere la salute, ma senza dubbio a provocare delle mancanze di nutrienti.

Tra le intolleranze alimentari primarie è possibile per esempio includere quella al latte. In seconda posizione, invece, troviamo l’intolleranza al glutine, che negli ultimi anni ha cominciato a diffondersi in maniera molto più capillare rispetto a qualche anno fa.

A cosa è dovuta questa crescita numerica di soggetti intolleranti al glutine? Prima di tutto al fatto che sono cambiate le abitudini alimentari.

Le varietà di frumento che consumavamo quando eravamo bambini oggi non esistono più. Sì, non siamo ancora arrivati agli OGM, ma abbiamo a che fare con grani molto più raffinati, che il nostro organismo spesso fa fatica a tollerare.

Intolleranze alle frazioni proteiche del grano: ecco a cosa fare attenzione

In molti casi è poi possibile parlare di un’intolleranza alla frazione proteica del grano, che si configura come qualcosa di molto diverso dalla celiachia e dall’allergia.

In tal situazioni è necessario fare attenzione all’assunzione di orzo, segale, avena e a tutti i derivati, il che significa, per esempio, che è utile evitare di mangiare anche le farine che li hanno come ingredienti principali.

Ovviamente non bisogna abbassare la guardia neppure con i prodotti cosmetici, che significa, per esempio, bandire i bagnoschiuma a base di avena.

Torniamo alle caratteristiche peculiari dell’intolleranza al glutine, in merito alla quale voglio sottolineare le differenze rispetto alla celiachia almeno per quanto riguarda le abitudini alimentari.

Gli intolleranti al glutine, a differenza

dei celiaci, possono mangiare i prodotti derivati del kamut, i quali contengono una particolare tipologia di glutine riconosciuta e tollerata da secoli dall’organismo umano.

Intolleranza alla farina e celiachia: vediamoci ancora più chiaro

Per vederci ancora più chiaro in merito alle intolleranze primarie e secondarie voglio parlare di quella alla farina che, in molti casi, è alla base di patologie come le dermopatie.

Per quanto riguarda invece la celiachia, è opportuno sottolineare che, in tantissime situazioni, è associata a un’intolleranza alle proteine del latto. Risulta molto raro incontrare un celiaco che le tolleri senza problemi.

Questa correlazione non è solo rilevante per la singola persona ma anche per l’ambito industriale. Avete mai notato che molti prodotti per celiaci contengono derivati del latte? In questo caso ci vorrebbe davvero una bella campagna di sensibilizzazione, soprattutto perché, purtroppo, le esigenze di chi ha problemi d’intolleranza alle proteine del latte fanno ancora fatica a prendere piede.

Tiziana Colombo

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