SPORT E INTOLLERANZE ALIMENTARI: COME FARE?

Possono celiachia e intolleranze alimentari andare a condizionare la vita di uno sportivo?

Capita spesso che le intolleranze alimentari o la celiachia vadano a colpire persone che praticano attività sportiva, sia amatoriale che agonistica. Sicuramente, dal punto di vista delle performance, una problematica alimentare non diagnosticata, potrebbe sicuramente incidere in maniera negativa, causando stanchezza e spossatezza, ma anche dolori muscolari e articolari.

Ma quali sono i campanelli d’allarme per uno sportivo che potrebbero far pensare alla presenza di un’intolleranza alimentare? Dai sintomi gastro-intestinali alle cefalee, senza tralasciare stanchezza cronica e dolori articolari e muscolari, riniti e dermatiti. Questi fattori potrebbero decisamente incidere negativamente sulle prestazioni sportive, limitandone la pratica o portando alla completa rinuncia.

È bene inoltre tenere presente che, in caso di sintomatologie simili, non per forza la causa sarà l’ultimo alimento assunto prima della loro manifestazione, in quanto l’effetto dato dall’ingestione di alimenti poco affini al nostro organismo potrebbe presentarsi anche dopo 72 ore.

Una volta diagnosticata la problematica però, come ci si comporta? È possibile ricominciare ad avere ottime performance limitando ed eliminando il consumo di determinati alimenti?

La dieta dello sportivo intollerante

Chiunque pratichi sport a livello amatoriale o agonistico, deve prima di tutto sapere una cosa: intolleranze alimentari e celiachia non andranno a condizionare le proprie prestazioni se si segue una dieta corretta. Basti pensare ad atleti affetti da questa problematica e praticanti sport a livello agonistico e con ottimi risultati anche a livello mondiale. Ormai il mondo ne è veramente pieno.

Gli alimenti che assumiamo rappresentano il carburante per il corpo, pertanto cibi poco adatti al nostro organismo andranno a incidere negativamente su qualsiasi cosa venga fatta, dalle attività fisiche alla concentrazione mentale.

Una volta individuati gli alimenti non adatti all’organismo, con l’aiuto di medici e personale competente in materia, è bene quindi organizzare una propria routine alimentare che comprenda in primis una colazione ricca e sostanziosa.

Oltre a questo non dovranno mancare le proteine, indispensabili per chi è alla costante ricerca di ottimizzare le proprie performance, frutta e verdura, fibre e carboidrati. Soprattutto nel caso in cui si pratichi attività agonistica, il suggerimento che ci sentiamo di dare, è quello di affidarsi a un nutrizionista che studierà una dieta ad hoc tenendo in considerazione sia la tipologia di sport praticato, la frequenza e le restrizioni alimentari ai quali siete soggetti. In questo modo sarete certi di assumere la giusta quantità di calorie per praticare lo sport amato in tutta serenità, ottimizzando le performance e migliorando i risultati.

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