Frutta, verdura e nichel: facciamo chiarezza!

Chi è affetto da intolleranza al nichel saprà bene come frutta e verdura possano contenere un elevato contenuto di questo metallo. Ma quindi quali consumare?

Come far convivere l’intolleranza al nichel con una dieta ricca di frutta e verdura? Questo binomio pare davvero molto complesso da mettere in pratica in quanto ortaggi e frutti sono le famiglie di alimenti che contengono una percentuale maggiore di questo metallo. Ma quindi come comportarsi?

Per chi non lo sapesse il nichel è un metallo presente nel suolo, nell’acqua e nell’aria in quantità variabili e facilmente è contenuto negli alimenti che quotidianamente consumiamo. Se da un lato in alcuni alimenti è parte del costituente biologico, ovvero presente per natura al loro interno, in molti altri è contenuto come inquinante, ovvero a causa della contaminazione del suolo, dell’aria o dell’acqua con questo elemento. Da qui è facile capire le ragioni per cui frutta e verdura solitamente ne contengono un quantitativo considerevole, entrando per esempio a contatto con terreni inquinati, falde acquifere contaminate, piogge contenenti nichel da smog oppure per l’impiego di particolari antiparassitari, fertilizzanti e pesticidi.

Probabilmente il fattore legato all’inquinamento è la causa principale del diffondersi a macchia d’olio di questa intolleranza, pressoché inesistente in passato. Dermatiti, afte, gonfiore addominale, emicrania, stanchezza, nausea e asma rappresentano i principali sintomi che evidenziano questa patologia, a seguito dei quali è bene correre ai ripari e seguire una dieta adita a mantenere il livello di nichel, all’interno del corpo, basso.

Frutta e verdura i più colpiti per contaminazione dal nichel 

In presenza di un quadro generale come quello sopra descritto, è facile comprendere che gli alimenti che maggiormente risentono dalla contaminazione per inquinamento da nichel, siano per lo più frutta e verdura. Ma quindi, come fare?

Secondo gli studi pare che, indipendentemente dal luogo di coltivazione, si abbia un’incidenza maggiore di nichel nei periodi primaverili e autunnali, così come i vegetali provenienti da agricoltura biologica sembrerebbero migliori sotto questo punto di vista.

La natura però, sotto questo punto di vista, è nostra alleata e ci mette a disposizione vegetali che di per sé hanno un contenuto di nichel molto basso. In questo gruppo troviamo:

  • Peperoni
  • Melanzane
  • Finocchi
  • Songino e scarola
  • Bietole e erbette
  • Radicchio rosso
  • Mele
  • Arance
  • Mandarini
  • Ribes
  • Fragole

Tra gli ortaggi e la frutta con un medio contenuto di nichel troviamo:

  • Zucca e zucchine
  • Carote
  • Cavolfiori e cavoli
  • Lattuga
  • Ceci
  • Banane
  • Melone e anguria
  • Albicocche
  • Ananas

In ultimo esistono vegetali con un apporto di nichel davvero alto e per i quali è necessario un consumo moderato e a rotazione. Quelli facenti parte di questo gruppo sono:

  • Asparagi
  • Carciofi
  • Cipolle
  • Pomodori
  • Fagiolini e fagioli
  • Patate
  • Sedano
  • Spinaci
  • Lenticchie e piselli
  • Mirtilli, lampone
  • Pere
  • Uva
  • Prugne
  • Kiwi
  • Fichi
  • Frutta secca

Per la cottura delle verdure attenzione alla cottura!

Chi è affetto da intolleranza al nichel, saprà bene come alcune cotture incidano maggiormente di altre sulla percentuale contenuta di questo metallo. Alcuni metodi utilizzati per cuocere gli alimenti infatti, possono favorire la formazione di ulteriori molecole di nichel, andando pertanto ad accrescerne il quantitativo successivamente ingerito. Medesimo discorso vale per il materiale delle pentole impiegate in fase di cottura dei cibi.

Per questa ragione evitare il più possibile frittura e soffritti, ma anche l’impiego di pentole in acciaio inossidabile, a meno che non siano in acciaio speciale senza nichel, segnalato con la sigla 18/C. In alternativa potrete impiegare ghisa, pietra ollare, terracotta e vetro temprato per andare sul sicuro.

Per quanto concerne la cottura sbiancatura e sbollentatura, così come cottura a vapore o al forno, lessatura e gratinatura possono essere impiegate senza che la percentuale di nichel presente nei vegetali subisca un incremento.

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