Il consumo di latte vegetale sta aumentando, scopriamo le ragioni

C’è chi le chiama bevande vegetali e possono derivare da differenti piante: andiamo a scoprirle insieme

Al latte vegetale hanno addirittura dedicato una giornata mondiale che si celebra il 22 agosto, e questo fattore non dovrebbe stupirci se si tiene conto che il consumo di questa categoria di bevande cresce in maniera esponenziale anno dopo anno. Complici intolleranze al lattosio, allergie alle proteine del latte, ipercolesterolemia e diete che prevedono l’esclusione o la drastica riduzione di latticini, nonché il crescente numero di vegani, sempre più persone scelgono di escludere dalla propria dieta il tradizionale latte vaccino e sostituirlo con queste alternative. Si stima che l’Italia entro la fine del 2021 sarà addirittura il settimo paese al mondo per il consumo di latte vegetali, fattore che mette in luce la potenza di tale fenomeno.

In commercio esistono sempre più varietà di bevande prive di derivati animali, ampliando pertanto la scelta in favore dei consumatori, consentendo loro di entrare in contatto con prodotti differenti e dalle molteplici proprietà.

Perché sempre più persone scelgono di consumare latte vegetale?

L’aumento del consumo di latte vegetale è dettato da molteplici fattori, ma tra essi è d’obbligo citarne alcuni che indubbiamente hanno contribuito alla modifica dell’orientamento d’acquisto delle persone.

  • Intolleranze al lattosio
  • Allergie alle proteine del latte
  • Ipercolesterolemia
  • Diete vegane
  • Proprietà benefiche delle differenti tipologie di latte vegetale
  • Maggior digeribilità
  • Minor impatto ambientale per la produzione di bevande vegetali rispetto al latte vaccino.

In Italia inoltre pare che i maggiori consumatori di bevande vegetali abbiano un’età compresa tra i 25 e i 54 anni e siano maggiormente le donne a prediligerle.

Latte vegetale: tante tipologie per molteplici benefici

La gamma di bevande vegetali attualmente in commercio è davvero ampia e comprende:

  • Latte derivato da cereali, quali avena, orzo, riso, farro, miglio, kamut
  • Latte derivato da legumi, tra cui troviamo quello di lupini, piselli, arachidi, soia
  • Latte derivato da noci, ovvero quello di cocco, mandorla, nocciola, anacardi, noci
  • Latte derivato da semi, quali canapa, quinoa, sesamo, girasole, chia, lino

Prendendo in considerazione questi prodotti, ognuno dei quali presenta caratteristiche proprie, è però possibile elencare una serie di proprietà che pressoché accomunano tutte queste bevande. Risultano infatti solitamente povere di grassi, prive di lattosio, proteine del latte e animali, colesterolo assente, assicurano un buon apporto di sali minerali, elevato contenuto di vitamine, alta digeribilità. Alcuni di questi prodotti presentano poi un contenuto proteico e di calcio maggiore, mentre altri un contenuto glicemico inferiore.

Insomma, ognuno dovrebbe scegliere il latte vegetale da consumare in funzione delle proprie esigenze, al fine di garantire al proprio organismo il corretto apporto di nutrienti.

Un dettaglio da non sottovalutare è il fatto che tutti questi prodotti siano adatti a intolleranti al lattosio e allergici alle proteine del latte. Al contrario per i celiaci, escludendo quelli derivati da cereali contenenti glutine, gli altri dovranno necessariamente riportare la dicitura “senza glutine” per essere considerati idonei. Chi invece è affetto da intolleranza al nichel dovrebbe optare per quelli che presentano un ridotto contenuto di questo metallo, quali quello di riso, cocco, kamut, farro e quinoa.

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