Intolleranze alimentari e gruppo sanguigno, esiste una correlazione?

Nutrizionisti e naturopati spesso sostengono esista una correlazione tra alimentazione e gruppo sanguigno, ma la scienza cosa dice?

Negli ultimi anni si è sentito parlare sempre più spesso di emodieta, ovvero una dieta alimentare strettamente collegata al gruppo sanguigno dei singoli soggetti, fattore che ha scatenato molteplici dubbi e perplessità. Secondo infatti alcuni nutrizionisti e naturopati, che trovano il principale esponente di questa teoria nel dottor Mozzi, la tolleranza di alcuni cibi risulterebbe strettamente collegata al gruppo sanguigno di appartenenza.

Ma vediamo meglio di capire in cosa consiste e cosa affermano queste teorie nello specifico.

La dieta per gruppo sanguigno

L’emodieta prevede quattro categorie, ognuna delle quali collegata a un gruppo sanguigno specifico. A partire infatti dalla scoperta di questi ultimi pare sia stata evidenziata la propensione a determinate patologie da parte di alcuni gruppi rispetto ad altri, così come le caratteristiche immunitarie degli stessi. Questa serie di studi ha pertanto portato a una serie di conclusioni che riassumeremo qui di seguito.

  • Gruppo 0: caratterizzato da un sistema immunitario particolarmente reattivo, un apparato digerente robusto che non presenta difficoltà nella digestione della carne e uova, ma particolarmente sensibile invece a latticini e cereali. Consigliato inoltre il consumo moderato di caffè e thè.
  • Gruppo A: noto per il sistema immunitario non troppo efficiente e un apparato digerente delicato, dovrebbe seguire una dieta equilibrata. Tollera bene le proteine del pesce, dei legumi, dei semi oleosi e dei carboidrati, ma meglio se privi di glutine.
  • Gruppo B: secondo i sostenitori dell’emodieta possiede un sistema immunitario robusto. Tollerano bene pressoché la maggior parte delle tipologie di carne e pesce, ma anche i latticini, fatta eccezione per quelli molto grassi e stagionati.
  • Gruppo AB: il più raro al mondo, presenta caratteristiche simili a quelle del gruppo A, dotato di apparato digerente sensibile. Viene consigliato un consumo moderato di carni rosse e salumi, ma anche di lette e derivati.

Emodieta e scienza

Ma la scienza si esprime in favore oppure è contraria a quanto affermato dai sostenitori dell’emodieta?

Secondo gli studi questa tipologia di dieta è inattendibile sotto il punto di vista medico, così come i reali benefici non hanno ad oggi ancora avuto conferma da parte degli studi clinici. Il rapporto tra cibo e organismo è ben più complesso di una dieta basata sul semplice gruppo sanguigno, se così fosse infatti si riuscirebbero a prevenire molte più patologie di quanto avvenga oggi. Al contrario incidono fattori genetici e ambientali, ma anche tutta una serie di caratteristiche individuali del singolo organismo preso in esame.

Per questa ragione ci sentiamo di diffidare da tale dieta che, da un lato potrebbe decisamente incuriosire, ma dall’altro si corre il rischio se seguita, di eliminare dalla propria alimentazione cibi considerati solo ipoteticamente dannosi, ma per cui non esiste, a oggi, alcuna conferma da parte della scienza.

Condividi su:

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Search

+