Alcolici e celiachia: facciamo chiarezza

Lo spritz è senza glutine? E lo spumante? Ma il whisky e la vodka sono idonei? Questi e molti altri i dubbi inerenti al consumo di alcolici e la celiachia

Il binomio alcolici e celiachia porta sempre con sé una serie di dubbi e quesiti, soprattutto perché non tutti sono in grado di distinguere le categorie degli stessi in funzione di quanto sancito in merito a questo settore. In questo articolo pertanto vedremo di fare chiarezza, per capire quali alcolici si possono consumare, quali no e per quelli in cui sono necessarie delucidazioni.

Partiamo col dire che vini, spumanti, champagne e distillati privi di aromi e altre sostanze sono sempre idonei. Però questa distinzione non per tutti risulta chiara e comprensibile, soprattutto per chi non è un intenditore in materia. Qui di seguito vedremo pertanto di fornire qualche nozione in più grazie alla quale potrete bere un cocktail con maggior serenità.

Distillati: cosa sono e quali si possono bere?

Distillati e acquaviti vengono ottenuti tramite distillazione e, ove in purezza ovvero non addizionati di aromi, risultano idonei.

In questa categoria rientrano:

  • Assenzio
  • Brandy
  • Cachaça
  • Calvados
  • Cognac
  • Gin
  • Grappa
  • Ouzo
  • Rum
  • Tequila
  • Vodka
  • Whiskey
  • Bourbon
  • Scotch

Se tali e quali questi possono essere sempre consumati ma, al contrario, se aromatizzati possono essere considerati a rischio. Facendo un esempio pratico la grappa liscia è sempre consentita, mentre se si desidera assaggiare della grappa liquirizia, questa deve riportare la dicitura “senza glutine” per essere considerata sicura. Medesimo discorso vale per la vodka liscia e la vodka alla menta, per esempio.

Alcune persone si stupiscono del fatto che distillati come whisky, vodka e gin possano essere bevuti sebbene derivati da cereali contenenti glutine. Ebbene, dagli studi fatti dall’Autorità Europea per la Sicurezza degli Alimenti (EFSA), è emerso che queste bevande, attraverso il processo di distillazione, eliminano ogni eventuale traccia di glutine e relative possibili contaminazioni.

Liquori: permessi o vietati?

A differenza dei distillati, i liquori nascono da una trasformazione a freddo, partendo da una base di alcol etilico e mescolato poi con sciroppo di zucchero, aromatizzati, colorati o chiarificati. Per questa ragione tale categoria viene considerata a rischio, pertanto necessità di dicitura “senza glutine” sulla singola bottiglia. Stesso discorso vale poi per gli amari, anch’essi considerati a rischio.

Tra i liquori e gli amari troviamo ad esempio:

  • Limoncello
  • Mirto
  • Nocino
  • Maraschino
  • Sambuca
  • Erba luisa
  • Fragolino
  • Mandorlino
  • Centerbe
  • Marsala all’uovo
  • Crema di limoncello
  • Liquore allo zabaione
  • Bailey’s
  • Sheridan’s
  • Braulio
  • Campari
  • Montenegro

Vini, spumanti e champagne: sempre permessi

I vini, di qualunque zona provengano, invecchiati e non, sono sempre permessi, così come gli spumanti, sia dolci che secchi, e gli champagne.

In questo caso non è necessaria alcuna dicitura che ne evidenzi l’assenza di glutine, in quanto nel loro processo di realizzazione, non vi è alcun rischio inerente possibili contaminazioni da glutine.

Birre “senza glutine” perché talvolta contengono orzo e frumento?

Per quanto riguarda la birra, è bene dedicare un discorso a sé, in quanto per essere idonea deve sempre necessariamente riportare la dicitura “senza glutine”.

Spesso però, spulciando tra gli ingredienti, sono presenti orzo, frumento, segale e cereali contenenti glutine, come è possibile?  In questi casi è presente un residuo fisso che non supera però il minimo consentito di 20 ppm, pertanto consumabili in tutta tranquillità da parte di persone celiache. In presenza di queste bevande però, si suggerisce comunque un consumo moderato e saltuario consapevoli del fatto che contengano un residuo fisso di glutine, il quale accumulo col tempo potrebbe risultare dannoso.

Lo spritz è senza glutine? E gli altri cocktail?

Eccoci quindi giunti ad una delle domande più gettonate. Purtroppo per gli amanti dello spritz, questo cocktail non è sempre certo sia privo di glutine. Contiene infatti liquori considerati a rischio quindi prima di berlo bisognerebbe accertarsi che gli stessi riportino la dicitura “senza glutine”.

Per quanto riguarda i cocktail anche qui il tasto si fa dolente, in quanto purtroppo se contengono distillati questi risultano aromatizzati, oppure arricchiti con succhi di frutta o altre bibite, ragion per cui il cerchio di quelli sempre permessi si stringe notevolmente.

Se desiderate andare sul sicuro, potrete optare per una caipiroska o una caipirinha non aromatizzate, a base rispettivamente di vodka e cachaça, con aggiunta di lime e zucchero di canna. Un cuba libre, composto da rum scuro e coca cola, è sicuramente idoneo, ove preparato però con la coca cola classica, e non altre versioni.

Purtroppo per quanto riguarda la maggior parte degli altri cocktail conosciuti, sono presenti quasi sempre succhi, liquori, amari o distillati aromatizzati, pertanto bisognerebbe chiedere conferma al barista in merito all’idoneità di quanto utilizzato o meno.

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