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Celiachia: le domande più frequenti

La celiachia è ancora una malattia per molti poco conosciuta: ecco le domande ricorrenti e relative risposte

I dubbi sulla celiachia sono sempre tanti, così come alcune domande che da parte di chi non conosce il problema o nei neodiagnosticati possono essere all’ordine del giorno. In questo articolo pertanto cercheremo di fare chiarezza rispondendo ai quesiti più comuni legati a questa malattia e al glutine.

Cos’è la celiachia?

La celiachia è una malattia autoimmune con predisposizione genetica che porta ad un’intolleranza permanente al glutine. Gli anticorpi presenti nell’intestino riconoscono infatti come estraneo il glutine, causando quindi una risposta immunitaria che intacca e danneggia la mucosa intestinale.

La sintomatologia può essere estremamente variabile e differenziarsi da individuo a individuo. Si passa dai ritardi nello sviluppo e della crescita nei più piccoli, disordini intestinali, aborti frequenti e ingiustificati nelle donne, dissenteria e stipsi, presenza di afte in bocca ed erosione dentale, eczemi e dermatici, nausea e gonfiore addominale, dolore muscolare, anemia, stanchezza, depressione ed emicrania frequente.

Come viene diagnosticata la celiachia?

La diagnosi deve essere prescritta dal medico curante quando ancora si ha una dieta che comprende glutine. Si partirà prendendo in considerazione specifiche analisi del sangue per individuare la presenza di specifici anticorpi e, ove presenti, verrà prescritta la gastroscopia con biopsia intestinale volta ad individuare il grado di appiattimento dei villi intestinali.

Nei più piccoli di età compresa da 0 a 14 anni, in presenza di marcatori del sangue superiori oltre dieci volte il livello massimo, predisposizione genetica e sintomatologia evidente, potrebbe essere convalidata la diagnosi senza ricorrere alla gastroscopia.

Una volta diagnosticata si avrà diritto all’esenzione per quanto concerne gli esami di controllo legati alla patologia, oltre ad un assegno mensile per l’acquisto di alimenti senza glutine al fine di sopperire al divario economico sul costo degli stessi.

Esiste una cura per contrastare la celiachia?

Sebbene da anni si stiano studiando possibili rimedi, al momento non ne esistono. L’unica cura al momento è quella di seguire una dieta rigorosamente senza glutine 365 giorni l’anno, evitando contaminazioni e senza mai sgarrare in quanto anche negli asintomatici, l’assunzione di glutine danneggia l’organismo.

Alcuni pensano che seguendo la dieta per un periodo la malattia regredisca, ma questa informazione non è assolutamente vera. Un soggetto celiaco rimarrà tale per tutta la sua vita e dovrà seguire sempre la dieta gluten free.

La celiachia può portare shock anafilattico?

Questa è una delle credenze più sbagliate della celiachia. La risposta è assolutamente no! Lo shock anafilattico si può avere in presenza di allergie, cosa che la celiachia non è, pertanto anche in caso di contaminazione o assunzione casuale di glutine non si rischierà nessuno shock anafilattico, ma soltanto le problematiche riscontrate prima della diagnosi.

Un celiaco può condurre una vita normale? Può viaggiare?

Assolutamente sì. Una volta diagnosticato e preso confidenza con l’alimentazione senza glutine ed eventualmente un periodo nel quale il corpo si assesterà disintossicandosi definitivamente da quello precedentemente ingerito, la sintomatologia tipica di questa malattia andrà a scomparire.

Un celiaco può tranquillamente fare sport, anche a livello agonistico, dimostrazione è data da alcuni sportivi famosi che hanno partecipato anche alle olimpiadi e ai mondiali nelle rispettive categorie. Un celiaco può lavorare, andare a scuola e soprattutto viaggiare; in quest’ultimo caso è suggerito soltanto di informarsi riguardo alle destinazioni e alla possibilità o meno di trovare offerte gluten free e, in caso negativo, organizzarsi portandosele da casa.

In cucina servono pentole diverse nel caso in cui arrivi un celiaco?

Assolutamente no, sebbene esista questa credenza, diffusa soprattutto negli anni ’70 e ’80 quando i soggetti celiaci diagnosticati erano meno di 5000 in Italia. Al contrario si possono impiegare le medesime pentole per cucinare in momenti diversi alimenti con e senza glutine, purché ovviamente lavati e non necessariamente in lavastoviglie. Basterà infatti un lavaggio anche a mano con detersivo per i piatti per eliminare ogni traccia di glutine da pentole, piatti e posate.

È invece bene evidenziare che quando si cucina, se si stanno preparando pietanze con e senza glutine, fare attenzione a non utilizzare cucchiai e posate per alimenti gluten free precedentemente utilizzate per quelle che lo contengono, in quanto andrebbero a contaminarli.

Il glutine cos’è e dove si trova?

Il glutine, complesso proteico nato dall’unione tra due proteine, la glutenina e la gliadina, è contenuto in alcuni cereali, quali frumento, farro, kamut, orzo, segale, manitoba, spelta, triticale, monococco e avena, anche se quest’ultimo in alcuni casi e dove riportante la dicitura “senza glutine” è idoneo.

Il glutine si trova in tutte le materie prime e i semilavorati che vedono l’impiego dei cereali sopra citati, ma non solo. Un celiaco deve infatti prestare attenzione ad una serie di prodotti considerati potenzialmente a rischio in base alla composizione e possibili contaminazioni, e che potete trovare elencati in questo articolo. Per tali alimenti è necessario che riportino la dicitura “senza glutine” o il marchio della spiga barrata per risultare idonei al consumo da parte di soggetti celiaci.

La carne contiene glutine?

Sebbene spesso venga divulgata questa informazione, la carne non contiene glutine, se ovviamente si parla di materia prima non lavorata.

Attenzione bisogna prestarla a eventuali semilavorati, quali arrosti, polpettoni, hamburger, polpette e panati, ma una semplice bistecca, delle costine o una coscia di pollo tal quale, non desta alcun problema al celiaco.

I farmaci contengono glutine?

La risposta in questo caso è no, se si parla ovviamente di farmaci identificati con un numero A.I.C. che li classifica come dispositivi medici. Altro discorso vale invece per integratori, vitamine e medicinali omeopatici che risultano invece a rischio, pertanto per essere consumati in sicurezza necessitano la dicitura senza glutine o la spiga barrata riportata sulla confezione.

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